La melanzana

IMG_7121_FotorOgni estate che si rispetti, vede arrivare in tavola almeno un piatto a base di questo splendido ortaggio! Già, perché da giugno ad ottobre le melanzane spopolano in ogni loro forma e sfumatura…e per ogni nonna, come avviene per le patate, ogni ricetta necessita del suo tipo per riuscire bene! E di ricette ce ne sono delle più svariate… melanzane grigliate, in umido, sotto aceto, “impolpettate” ( vedi il mio Nirvana), in tempura, parmigiana, ecc. L’importante è che siano cotte perché crude sono piuttosto amare. Ed anche prima di cuocerle si usa farle spurgare sotto sale per una mezz’oretta per privarle da questo sapore pungente. Ovviamente, poiché la sua polpa ha la consistenza di una spugna, tendono ad assorbire molto i liquidi…quindi, tenetelo in considerazione se siete a dieta o comunque quotidianamente, per evitare di ingerire dei “babà” all’olio!

Vista l’elevata quantità di acqua che contiene ( 93% in 100 g) è un ottimo alleato per un’alimentazione sana e leggera, ricordando sempre la precisazione appena fatta: preferite quindi la cottura alla griglia o al forno, sia se dovrete consumarle da sole e sia se serviranno per una preparazione più complessa.

La melanzana, insieme a patate, pomodori e peperoni, fa parte della famiglia delle Solanacee e per questo a volte gode anche di cattiva fama, al punto da essere bandite da molti carrelli della spesa! Spezzo quindi una lancia in suo favore, riportando quanto affermato dal Dott. Fabio Firenzuoli (Direttore del Centro di Medicina Integrativa dell’AOU Careggi dell’Università di Firenze). Innanzitutto gli alcaloidi, in particolare la solanina, nelle piante alimentaria hanno una scarsa tossicità: un uomo di 70 kg avrebbe dei disturbi se mangiasse almeno 4 kg di patate. Le melanzane sono invece prive di solanina, così come i pomodori, e contengono rispettivamente la solasonina e la tomatina in quantità molto basse, soprattutto nei frutti maturi. Gli effetti della solasonina si avrebbero quindi mangiando almeno 2 kg di melanzane con la buccia, o 3-4 kg senza. La spolverata di sale prima dell’utilizzo, priva le melanzane del sapore amaro perché riduce il contenuto di alcaloidi. Mentre la buccia, è sempre preferibile non toglierla perché così ci priveremmo degli effetti benefici degli antociani che contiene.

Morale della favola, come sempre, se non si hanno particolari problemi di salute o intolleranze, consumate quanto la natura ci offre nel momento in cui siamo, purché senza eccessi. E come ho detto all’inizio di questo articolo, non sarebbe un’estate degna di questo nome quella senza un bel piatto di polpette di melanzana, soprattutto qui in Calabria!!!

Per approfondimenti, potete consultare questo link.

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Un pensiero su “La melanzana

  1. Pingback: Burger di melanzana con quenelle di tahin | Diritto in bocca

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